L’intervento di valorizzazione materiale e immateriale delle antiche botteghe artigiane di San Mauro Castelverde nasce dall’esigenza di rigenerare l’importante patrimonio culturale e antropologico relativo alle tradizioni artigiane maurine. S’intende in questo modo avviare un percorso di rivisitazione e aggiornamento delle tradizioni e dei saperi della civiltà contadina ed artigianale locale con l’obiettivo di trasformare i luoghi simbolo degli antichi mestieri in nuove fucine di produzione e cultura.
Fino a pochi decenni fa, anche il nostro paese era pieno di uomini e donne che abbracciavano i mestieri più conosciuti: muratori, falegnami, fabbri, sarti, barbieri, ecc...
Queste persone facevano il loro mestiere con tanta passione da essere considerati i veri produttori di opere e servizi, che oltre a permettere loro di guadagnarsi da vivere, costituiva una vera fonte di produzione per la comunità.
La rivoluzione tecnologica-industriale prima e la globalizzazione poi, mediante il commercio dei prodotti sul web, hanno dato un colpo quasi mortale all’artigianato, anche se qualcuno ancora osa resistere a questa scomparsa, ma in numero ridotto.
Dai dati ricavati dai due censimenti per ciò che riguarda l'artigianato a San Mauro Castelverde del 1936 e del successivo 1957 si possono analizzare le presenze di alcuni mestieri ma anche la nascita o la scomparsa di altri.
Come si può evincere dalla consultazione della tabella pubblicata, l'artigianato e l'agricoltura (non presente in essa) erano gli elementi portanti di una economia capace di sostenere uno sviluppo equilibrato fino alla seconda e terza rivoluzione industriale che cambiò lo stile di vita degli italiani e che allontanò tanta gente dal luogo natio.
Fondato nel 1981, il museo etnoantropologico della pace e dell'amicizia fra i popoli raccoglie circa 450 oggetti appartenenti alla storia contadina e artigiana degli abitanti di San Mauro Castelverde oltre a diversi oggetti tradizionali donati da alcune ambasciate straniere ai tempi della sua fondazione.
Il museo si articola in diverse stanze denominate secondo mestieri, usi e costumi tradizionali del nostro paese: zootecnia e agricoltura, il calzolaio, il falegname,
il fabbro, bilance e oggetti per ufficio, il telaio, casa, agricoltura e oggetti vari, arredo e pulizia cavalli/bestie da soma, vendemmia e vita campestre, amicizia fra i popoli.
Tra i mestieri presenti nel territorio di San Mauro ne citiamo solo alcuni di cui abbiamo avuto la possibilità di documentare. Alcuni di essi sono stati presenti fino a qualche anno fa, quali il barbiere, il calzolaio, il falegname, l’ebanista, il fabbro, il sarto, tra quelli più rappresentativi.
Altri invece quali il bastaio, l’orologiaio e lo stagnino hanno avuto una vita più breve nel nostro centro madonita.
Infine, citiamo due che non sono veri e propri mestieri, la cantina e il lavatoio, ma che hanno rappresentato il lavoro domestico di donne e di uomini.
Il mestiere dell’artigiano si perde nel tempo. Il termine deriva dal latino e stava ad indicare qualsiasi abilità
manuale esercitata dall’uomo per produrre oggetti o servizi.
In altre parole, si fa qui riferimento anche agli artisti del rinascimento e all’epoca dei comuni, che hanno fatto
grande l’Italia.
Fino a pochi decenni fa, anche il nostro paese era pieno di uomini e donne che abbracciavano i mestieri più
conosciuti: muratori, falegnami, fabbri, sarti, barbieri, ecc...
Queste persone facevano il loro mestiere con tanta passione da essere considerati i veri produttori di opere,
oggetti e servizi, che oltre a permettere loro di guadagnarsi da vivere, costituiva una vera fonte di produzione
per la comunità.
Certamente non tutti riuscivano ad essere eccellenti nella loro arte, questo lo sappiamo, poiché non tutti coloro
che dipingono, per esempio, riescono a diventare veri artisti.
I primi anni del ‘900 e anche prima. Il sistema autarchico diede una spinta autentica alla produzione e alla
nascita dei cosiddetti mastri artigiani, che riuscirono a migliorare la loro arte o addirittura a inventarne delle
nuove. Per esempio, fra i falegnami c’erano alcuni che sapevano adoperare gli attrezzi da intaglio per abbellire
portoni, tavoli da pranzo, porta gioie (che si aprivano con segreti), e altri oggetti. Altri falegnami, invece, si
limitavano a produrre finestre, balconi, porte d’ingresso semplici, utilizzando gli assiti in legno (castagno,
faggio, quercia), ricavati dai tronchi d’albero opportunamente segati e fatti essiccare con una disposizione
piramidale a gabbia all’aperto.
Questi oggetti venivano collocati nelle case di abitazione, nelle botteghe, nelle chiese, negli istituiti religiosi,
ecc...
La rivoluzione tecnologica-industriale prima e la globalizzazione poi, mediante il commercio dei prodotti sul
web, hanno dato un colpo quasi mortale all’artigianato.
Nei nostri piccoli centri in verità qualcuno ancora osa resistere a questa scomparsa, ma il numero è veramente
ridottissimo e nessun giovane ha più fiducia nell'apprendere l’arte e il mestiere che per tanto tempo ha permesso
a molte persone di potersi guadagnare da vivere.
Fondato nel 1981, il museo etnoantropologico della pace e dell'amicizia fra i popoli raccoglie circa 450 oggetti
appartenenti alla storia contadina e artigiana degli abitanti di San Mauro Castelverde oltre a diversi oggetti
tradizionali donati da alcune ambasciate straniere ai tempi della sua fondazione.
Il museo si articola in diverse stanze denominate secondo mestieri, usi e costumi tradizionali del nostro paese:
zootecnia e agricoltura, il calzolaio, il falegname, il fabbro, bilance e oggetti per ufficio, il telaio, casa,
agricoltura e oggetti vari, arredo e pulizia cavalli/bestie da soma, vendemmia e vita campestre, amicizia fra i
popoli.
In alcuni profili personali degli artigiani si potranno conoscere le schede di una parte degli oggetti esposti nel
museo stesso.

$150.00
Syndicate customized growth strategies prospective human capital leverage other's optimal e-markets without transparent catalysts for change. Credibly coordinate highly efficient methods of empowerment cross unit solutions.